OVERBOOKED

Sergio è un pacato e preciso agente di viaggi, Youssef è il suo autoritario e brusco braccio destro arrivato in Italia dal Marocco dieci anni fa. Ogni mattina lavorano fianco a fianco nella loro piccola agenzia interamente dedicata all’immigrazione e gestiscono l’unico autobus che collega settimanalmente Torino a Casablanca.

Ma quella che era “un’astuta” intuizione di business, un’agenzia per immigrati, col tempo si è trasformata in un’attività ben più complessa e sorprendente! Mentre Sergio e Youssef affrontano l’alta stagione dei ritorni a casa, il film osserva il loro delicato e schietto rapporto: tra momenti divertenti, caotici e tragici dell’agenzia si delinea un esempio semplice di integrazione, due strani agenti di viaggio sulla breccia di un mondo in cambiamento.

I PERSONAGGI

Alla sua scrivania Youssef è un piccolo re: è un pioniere dell’immigrazione arrivato in Italia 15 anni fa. Oggi ha in mano l’intera organizzazione del pullman, dalle prenotazioni alla partenza, ed è diventato un punto di riferimento per tutti i clienti arabi che vivono nella regione.

Sergio Botto dal fondo dell’agenzia osserva la folla da dietro i suoi occhialini da lettura. E’ lui l’interfaccia con le compagnie aeree e di pullman e non sempre è in prima linea a servire. Quando passa all’azione lo fa con grande professionalità, eppure sembra un po’ un pesce fuor d’acqua circondato da gente che parla un’altra lingua che lui non capisce! Non è raro, però, che i clienti vadano da lui coi loro problemi per avere un parere “italiano”: da una domanda di lavoro da tradurre ad una dritta sull’acquisto di un appartamento. Sergio li consiglia attentamente, fiero di questa sua posizione.

In questi anni il duo ha guadagnato il rispetto delle varie comunità straniere che abitano e crescono in città. I loro ruoli sono legati uno all’altro: senza Youssef, Sergio e l’agenzia non avrebbero il successo che hanno, ma Youssef deve la sua posizione all’Italiano e alla sua piccola e lungimirante attività.

Osservando i loro modi di gestire l’agenzia e di esercitare il loro ruolo “privilegiato”, vediamo gli albori di una rispettosa ed improvvisata convivenza tra due culture.
Stando al loro fianco incontriamo i clienti e ascoltiamo le loro storie. Chi viene in agenzia ha ormai superato con fatica i primi ostacoli: permesso di soggiorno, lavoro ed alloggio e può così organizzare il viaggio di ritorno al paese.

Non sono semplici vacanze! Tornare a casa è la dimostrazione di avercela fatta ed è il tentativo di rimanere collegati alla propria cultura e tramandarla ai figli che stanno crescendo in Italia.

Il FILM

Con l’arrivo dell’estate le scuole italiane finiscono e l’autobus del sole comincia le sue corse più affollate: mamme e bambini tornano a casa mentre i mariti rimangono in città a lavorare.

L’agenzia si riempie di clienti: davanti a Botto e Youssef si formano composizioni di avventori muti in attesa. Le donne velate pendono dalle labbra di Youssef, i bambini si alternano al distributore dell’acqua ed altri sonnecchiano in braccio alle madri mentre gli uomini attendono seri la loro prenotazione.

Dopo giorni trascorsi in agenzia è ora della partenza: Youssef e Botto si spostano al grande piazzale dove attende l’autobus. Youssef pesa i bagagli, circondato da passeggeri preoccupati e scalpitanti, mentre Botto controlla i passaporti e distribuisce i biglietti. Dopo ore sotto il sole, fatte le ultime raccomandazioni e saluti alle famiglie, gli uomini guardano il pullman partire. 36 ore di autostrada: Italia, Francia e Spagna e poi finalmente Marocco! Alle loro scrivanie Sergio e Youssef continuano il loro lavoro fianco a fianco, attorniati dai passeggeri. Mentre un pullman arriva a Casablanca, dal piazzale un altro è già pronto a partire!

“Per me va bene se continuano a fare su e giù! Eh…!” dice Youssef ridendo.

Il lavoro di Youssef e Botto risponde alle necessità del presente, ma le nuove generazioni cresciute in Italia cercheranno ancora l’autobus del sole e la sua agenzia?

PROFILO AUTORE-REGISTA

Stefano Strocchi è nato a Torino nel 1975. Dopo un periodo di lavoro nell’industria torinese legata al settore automobilistico, ha iniziato a studiare Storia e Critica del Cinema presso l’Università di Torino. Nel 1997 si è trasferito in Canada dove ha continuato gli studi nel campo del cinema e delle arti visive laureandosi in Fine Arts and Film Studies presso la Concordia University di Montreal.

Dal 2001 è tornato a Torino dove collabora con la Stefilm come direttore di produzione ed assistente alla regia sulle loro co-produzioni internazionali, sviluppando la passione per il racconto della realtà attraverso il documentario.
“Overbooked” è il suo primo film documentario come autore-regista.

Italia / USA / 2007 / 52 min.
Regia: Stefano Strocchi
Produzione: Stefilm
Coproduzione: ITVS International
con il supporto di Regione Piemonte
e Film Commission Torino Piemonte